Distribuire i propri contenuti e guadagnare con i Copyright.
Pubblicità contestuale online come nuova via per la ridistribuzione dei contenuti online. ? Leggi questo articolo di John Blossom su un nuovo modo di concepire il rapporto tra pubblicità su Internet e contenuti ridistribuibili legalmente.
“Il contenuto che passa da una persona all’altra può far guadagnare online sia i publisher che i pubblicitari.”
I singoli e le istituzioni che acquistano diritti per ridistribuire contenuti con copyright sono in grado di sfruttare un nuovo modo di concepire il ciclo di vita dei contenuti.
Ma che dire di quelle milioni di persone che, preso il contenuto con copyright, lo girano via mail agli amici senza permettere ai publisher di guadagnarci e fare soldi con internet?
La risposta a questo quesito è iCopyright, un servizio che permette a tutti di usare contenuti con copyright ma che contengono al loro interno pubblicità contestuali.
iCopyright permette a tutti di guadagnare con internet utilizzando la pubblicità online contestuale.
Rivendere le licenze sui contenuti è sempre stata un’ulteriore fonte di monetizzazione per i publisher ma sicuramente poco sfruttata nonostante il potere del personal publishing che ha reso gli utenti i principali distributori di proprietà intellettuale.
La distribuzione di contenuto con copyright via mail o altri strumenti di personal publishing non viene ancora monetizzato al meglio e i publisher si concentrano sempre di più sulle strategie di protezione del copyright invece che su quelle di re-distribuzione che li farebbero guadagnare.
Da questa presa di coscienza nasce iCopyright che permette di aggiungere contextual ads (pubblicità contestuali) per re-distribuire contenuti.
In collaborazione con i più grandi network pubblicitari online iCopyright ha aggiunto pubblicità contestuali per offrire versioni libere di contenuti con copyright da re-distribuire. Quando l’utente clicca su uno dei link per avere l’intero articolo, ecco apparire una pagina tipo come questa.
publisher che partecipano a questo programma possono sfruttare tutti quei contenuti che o andavano persi venendo girati via mail dall’utente o non potevano essere letti poiché non accessibili o non re-distribuibili per il consumo.
Mike O’Donnell, fondatore e CEO di iCopyright, afferma che i publisher hanno risposto in maniera molto positiva a questa iniziativa e questo non sorprende data la sua potenzialità.
Ma quali sono le condizioni che permettono ad un publisher di ottenere la massima monetizzazione possibile da un contenuto ?
Ecco qui alcuni suggerimenti:
- Permetti all’utente di usufruire subito dei contenuti.
Molte media company sono concentrate nel bloccare i diritti sui contenuti attraverso DRM, licenze ecommerce ed altri tipi di controllo eliminando le potenzialità del partner chiave del processo di publishing: l’utente. Il publishing dovrebbe concentrarsi di più nello stabilire quali siano i migliori modi per creare e distribuire contenuti rilevanti. ri-concependo il ciclo di vita del contenuto. - Guarda ai contesti che valutano il tuo contenuto come valido e raccomandabile.
Mentre la distribuzione di massa del contenuto via siti Web, feed e canali elettronici regnerà per molti anni, si profila un modo complementare di guadagnare online tramite canali attivati e valutati dagli utenti. Siti come del.icio.us di Yahoo!, Digg di FM Publishing e Newsvine aiutano gli utenti a collaborare per identificare contenuti di qualità e rappresentano cicli di potenziale monetizzazione basati sul passa parola. - Permetti agli utenti stessi di guadagnare online dalla re-distribuzione.
Il sistema iCopyright di re-distribuzione supportata da pubblicità è valido, ma perchè non aiutare gli utenti guadagnare da questa re-distribuzione e re-contestualizzazione dei contenuti ? Servizi come Weed per la condivisione della musica già lo fanno. Dovrebbero essere costruiti sistemi in grado di premiare i partecipanti attivi .
Si sono spese somme indescrivibili per promuovere portali Web per utenti specifici senza sfruttare la capacità di un utente di decodificare, scegliere e pubblicizzare lui stesso contenuti che ritiene di qualità e in linea con i propri desideri.
Per tutti questi motivi i publisher dovrebbero guardare a iCopyright e al suo modo di usare le pubblicità contestuali per re-distribuire contenuti come un esempio da cui partire.
Autore: http://www.masternewmedia.org/it/index.html
Data di pubblicazione: 27/03/2006













