Facebook, privacy e progetto Beacon: blocco a livello internazionale e mega sanzione

Su gentile concessione di ConsulenteLegaleInformatico.it

BEACON è un sistema pubblicitario, utilizzato da , basato sulla condivisione di informazioni relative all’utenza anche fuori dal sito rendendole note non solo agli amici, ma anche a soggetti terzi.

Un problema per la , stando al parere di molti utenti del .

Ebbene, un tribunale federale californiano ha confermato la richiesta avanzata da alcuni utenti di mediante una vera e propria class action: dovrà pagare una cifra di circa 9,5 milioni di dollari per le violazioni poste in essere mediante l’adozione di BEACON.

La cifra non sarà destinata a risarcire solo i promotori della class action, ma servirà anche a dar vita ad una fondazione che investirà in progetti ed attività aventi come scopo la della e della online.

Ma quali le violazioni di legge riscontrate dalla Corte in BEACON? Si parla di una vera e propria violazione del diritto alla riservatezza in considerazione della riassociazione dei dati inseriti nel proprio profilo da parte di ciascun utente, utilizzabili ed utilizzati poi per scopi commerciali.

Nonostante infatti ormai costituisca un per molti “indispensabile” in molti ignorano come una volta immessi i dati nelle pagine web relative al proprio profilo, sia difficile se non quasi impossibile, poter cancellare le informazioni sussistenti impedendone la relativa circolazione.

L’aspetto sta assumendo sempre più importanza a livello internazionale.

In Italia si parla sempre più spesso di diritto all’oblio come diritto consistente nel poter esigere di essere “dimenticati” o di non far permanere in rete dati magari pubblicati in tempi e condizioni personali ormai superate.

La giurisprudenza italiana è sostanzialmente abbastanza univoca nel ritenere questo diritto sacrosanto, ed anche l’Autorità Garante ha manifestato più volte la necessità di consentire ad un cittadino di non veder circolare permanentemente in rete informazioni direttamente o indirettamente immesse e relative alla propria persona.

Così anche dovrà “preoccuparsi” ed “occuparsi” della ed adottare soluzioni che consentano modalità di recupero, cancellazione o modifica dati senza che una volta immessi siano soggetti ad un flusso continuo in rete.

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