Internet e gli italiani: quanti si collegano? Da dove e come? E cosa fanno online?
AW Trends, il report della Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia realizzato da Audiweb in collaborazione con DOXA, offre la sintesi dei risultati cumulati di quattro cicli (dal 03/11/08 al 16/10/09), basati su un campione di rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni (9.430 interviste complessive).
Dai dati della ricerca di base sulla diffusione dell’online in Italia, è possibile disegnare un’Italia abbastanza collegata alla rete, con un livello di penetrazione del mezzo internet che raggiunge tutto il territorio in modo diffuso, a eccezione dell’area Sud e Isole che presenta una percentuale del 54,7%, rispetto alla media del 67,7% delle altre aree geografiche.
L’accesso a internet da qualsiasi luogo e strumento è ben rappresentato per quanto riguarda il profilo demografico: è indicato in misura pressoché simile sia tra gli uomini (66,6%) che tra le donne (59,7%), in particolare tra i giovanissimi di 11-17 anni (81,4%) e tra gli Italiani di 18-34 anni (76,5%).
Internet risulta molto più presente tra le fasce medio/alte della popolazione lasciando emergere una diffusione non ancora capillare nella possibilità di accesso, se si considerano i livelli di penetrazione quasi assoluti tra i laureati (94,9%), gli studenti universitari (96,8%), i dirigenti, quadri e docenti universitari (95,1%), gli imprenditori e liberi professionisti (94,1%) e gli impiegati e insegnanti (89,9%).
L’accesso a internet da casa è indicato nel 54,9% dei casi (26,2 milioni di individui nella fascia d’età considerata dalla ricerca) e presenta una concentrazione maggiore rispetto alla disponibilità di accesso da luogo di lavoro/ufficio, presente nel 19% dei casi (9 milioni), da smartphone, cellulare o PDA indicato nell’8,8% dei casi (4,2 milioni), da luogo di studio indicato nel 7,6% dei casi (3,6 milioni) e da altri luoghi, ad esempio biblioteche e internet point, presente nel 5,3% (2,5 milioni).
Dai dati sulla disponibilità di accesso da luogo di lavoro/ufficio, emerge che l’accesso a internet in questo caso è ancora poco diffuso in Italia: disponibile principalmente in aziende di grandi dimensioni (il 56,7% dei casi nelle aziende con almeno 500 addetti) e con una concentrazione decisamente più significativa tra i livelli più alti della scala gerarchica aziendale.
Per quanto riguarda l’accesso a internet da mobile, 4,2 milioni di Italiani nella fascia considerata dalla ricerca (8,8%) dispongono di un collegamento anche da cellulare, smartphone o PDA, con una variazione percentuale nel numero di italiani tra gli 11 e i 74 anni che possono accedere a internet via mobile pari al +45,4% (corrispondente a circa 1,317 milioni di individui) rispetto ai dati cumulati del 2008.
In questo caso emerge un profilo piuttosto elevato delle persone con accesso alla rete attraverso dispositivo mobile, laddove gli indicatori più rappresentativi riguardano i laureati (15,8%), i dirigenti, quadri e docenti universitari (20,9%) e gli imprenditori e liberi professionisti (18,3%).
Chi dichiara di disporre di collegamento a internet da cellulare, nella maggior parte dei casi ha una scheda prepagata o ricaricabile (82,8%) e spende fino a 30 euro (70,1%) o più di 30 euro nel 28,2% dei casi per i servizi di telefonia mobile. Inoltre, dai dati sulle attività solitamente effettuate (almeno una volta la settimana) risulta che chi può navigare da cellulare dichiara di ascoltare musica (33,4% dei casi), inviare o ricevere mms (26,9%), collegarsi a internet (22,7%) o utilizzare il cellulare per giocare (16,4%).
Dall’approfondimento sulle motivazionali relative all’uso/mancato uso, internet viene indicato tra coloro che vi accedono come un mezzo utile per attività lavorative, di svago e per semplificare o velocizzare procedure legate ai servizi.
I navigatori occasionali si collegherebbero con maggiore frequenza se internet costasse meno (28,4%), se la connessione fosse più veloce (19%), se ci fosse meno pubblicità (9,9%) e se fosse possibile accedere dal cellulare senza spendere troppo (10,2%).











