Europa: Italia agli ultimi posti per diffusione della banda larga nelle famiglie. Meglio le imprese.

I risultati dell’ultimo studio condotto dalla per la Competitività Digitale mostrano il ritardo dell’Italia in merito alla diffusione della nelle famiglie.

Solo il 31% degli utenti del Bel Paese dispone di una connessione a Internet broadband, mentre la media europea si attesta al 49%. E se un terzo dei cittadini dell’Unione Europea non si è mai collegato alla Rete, in Italia la cifra arriva al 50% della popolazione. Migliore la situazione delle imprese italiane, l’81% delle quali dispone di una connessione a .

L’indagine svolta per verificare i frutti della politica di delle tecnologie di predisposta dalla Commissione Barroso evidenzia ancora una volta l’arretratezza dell’Italia rispetto agli altri paesi europei. Non sono, infatti, dati che stupiscono: il Rapporto Caio aveva già mostrato con chiarezza la situazione delle infrastrutture italiane per le autostrade digitali, suggerendo di intervenire al più presto, pena l’erosione della competitività del sistema paese. Il governo, al momento, si è limitato a predisporre un piano per azzerare il digital divide: poco, per un paese che ambisce, almeno a parole, a occupare una posizione di leadership internazionale.

Non che nel resto dell’UE il panorama sia tutto a tinte chiare. Se dal 2004 al 2008 i cittadini che utilizzano con regolarità Internet sono passati dal 33% al 56% della popolazione UE, solo il 7% dei consumatori si è rivolto alla Rete per effettuare acquisiti on line in un altro paese membro e, rispetto agli USA e al Giappone, l’UE appare in ritardo in merito agli investimenti per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell’ e della e di mercati innovativi quali la pubblicità on line.

Autore: Marcello Tansini

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