Internet e pubblica amministrazione: siti scadenti, servizi non funzionanti, e-mail non risposte
Come si comporta la Pubblica Amministrazione on line? I vari enti pubblici, nazionali e locali, offrono siti Internet validi, con servizi innovativi, che consentono ai cittadini di risparmiare tempo e denaro e ai dipendenti di fornire prestazioni ottimizzate? Secondo l’inchiesta condotta da Federico Ferrazza su L’Espresso, la fotografia della PA su Internet è di qualità scadente.
Il giornalista ha monitorato alcuni siti e ha dovuto prendere atto che nella maggior parte dei casi i cittadini si trovano di fronte a delle semplici vetrine, che presentano poche informazioni e non offrono la possibilità di interagire e di effettuare le operazioni desiderate. Di esempi se ne possono fare diversi.
L’Agenzia delle Entrate, per dirne una, ha un servizio di help-desk inefficiente, che accetta reclami solo al di sotto di 400 caratteri. E se si prova a fare un appunto entro i termini, si rischia persino di ricevere una risposta beffa, del tipo: non possiamo fornirvi un chiarimento perché i dati sono insufficienti. Se, poi, è possibile sporgere denuncia sul web a Polizia e Carabinieri, per completare l’operazione bisogna recarsi in commissariato o alla stazione dei CC. A che serve, dunque, quel servizio on line? I dati resi disponibili dall’ISTAT, dal CNIPA e dal CRC, confermano la situazione. I servizi a piena interattività, per esempio, sono presenti sono nel 3,2% delle amministrazioni locali.
A fronte di questo quadro, inoltre, non mancano finanziamenti milionari per progetti di e-government, alcuni ben mirati, altri diretti a iniziative discutibili. Si spende troppo e male, dunque, senza alcun beneficio per i cittadini e per le stesse PA.
Autore: Pierluigi Emmulo













