Imprese e Internet: anche in Italia qualcosa si muove. Il sito vetrina incomincia lentamente a diventare stretto per molti ( sempre pochi ) anche se non per tutti.

di Giorgio Soffiato

Essere presenti su Internet è molto importante per le aziende, specialmente in tempi difficili come questi.

Il fenomeno internet sta cambiando piano piano la mentalità delle piccole e medie imprese italiane che, anche supportate da qualche giovane dinamico, scelgono di riflettere sulla propria presenza on line.

Sono stato discretamente colpito dalla maturità con cui le imprese approcciano il problema, dal concessionario di auto all’industria importante sono tutti consci che il sito “fatto dall’amico del figlio del capo” è motivo di imbarazzo e che oggi serve una riflessione forte sul tema: concetti come posizionamento sui e miglioramento della reputazione on line sono oggi meno astrusi anche se il web-seller sconta una diffidenza di base data dal mezzo che presidia più che dalla fiducia personale, per intenderci chi vende una pagina sul giornale locale fa una telefonata, invia un fax e chiude il contratto, un’agenzia solitamente presenta un progetto in concorrenza con altre agenzie e attende con pazienza, ritengo questo punto fondamentale, il grado di personalizzazione del progetto è direttamente proporzionale al tempo speso per prepararlo dando cosi un diverso valore al “costo appuntamento” che non necessariamente si convertirà in vendita di un prodotto o un servizio.

Mi sembra una specificità interessante perchè difficilmente industrializzabile.

Nelle piccole e medie imprese il progetto di on line, soprattutto se b2b, è assolutamente connesso all’informatica esistente (capitale relazionale = database clienti / fornitori o catalogo prodotti), emerge sempre più la necessità di una figura di system integrator che sappia far parlare il grafico, lo sviluppatore, il responsabile dei sistemi informativi, l’agenzia di ed il referente tenendo presente che a volte queste figure non esistono o meglio sono prestate al lavoro dalla direzione tecnica o commerciale. Sottolineo due esigenze:

  • un trasferimento di conoscenza dal mondo delle associazioni imprenditoriali ai propri associati per migliorare la sensibilità sul tema
  • una valorizzazione (anche accademica con corsi ad hoc) delle competenze web che convinca le pmi in merito ai budget necessari per un progetto importante

I tempi quindi sembrano abbastanza maturi per fare un passo avanti ed abbandonare i “tradizionali” siti web “semplici”. Sarà veramente così?

Autore: http://marketingarena.it
Data di pubblicazione: 02/04/2009

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