Pubblicità nei video internet: i test e le soluzioni adottate finora per coinvolgere l’utente e non annoiarlo
Su gentile concessione di Tommaso Tessarolo, di cui vi invitiamo a visitare il Blog
La nuova guerra è ora quella di come far soldi con il video su Internet. Prima porta i soldi, poi ragioniamo su tutto il resto, questo il tema. I fronti sono sostanzialmente due:
1) La pubblicità dentro il Web Video
2) La pubblicità dentro il materiale scaricato (Podcast, P2P, etc.)
I temi generali invece su cui si sta lavorando sono:
1) Aggregazione, per avere un’audience significativa per gli investitori
2) Personalizzazione, per aumentare il valore della pubblicità
3) Traccibilità, per consentire a chi investe di avere un feedback preciso sulle redemption delle campagne.
Ci sono molte aziende, molti progetti neonati che stanno sperimentando diverse soluzioni per raggiungere questi obiettivi. Il versante più prolifico, quello su cui avremo più movimento nei prossimi mesi sarà quello della pubblicità dentro i video. Siamo partiti con semplici sistemi di Pre/Mid/Post Roll, ovvero con pubblicità infilate all’interno dei video in una modalità più o meno dinamica.
Ci stiamo spostando ora vero sistemi per inserire pubblicità dinamicamente in una qualsiasi porzione del video purché contestuale ai temi trattati nello spot. Ci si sta concentrando su piccoli banner testuali in overlay da far apparire quando serve, cliccabili, con un rimando immediato al messaggio pubblicitario. Il video in questo caso viene messo in pausa per essere poi riavviato quando lo spettatore ha terminato con l’approfondimento.
Guardatevi la splendida animazione di ScanScout (una delle nuove realtà di questo segmento) per capire in maniera semplice di cosa stiamo parlando.
L’aggregazione viene ricercata per trovare audience. Anche se le nicchie sono il nuovo target, comunque è necessario aggregare un numero significativo di spettatori per generare un vero interesse negli investitori. Ecco allora che sistemi alla AdSense, che Google sta sperimentando in questi giorni su YouTube, sono la chiave di volta. Con AdSense si programma una pubblicità mirata ad una zona, ad una tipologia di contenuto ed ad una fascia di pubblico, è poi il sistema a piazzarla laddove esistono contenuti appropriati. Così si ottiene il doppio risultato di personalizzazione e allargamento del target.
La tracciabilità, all’interno di sistemi di questo tipo è naturalmente un piacevole side effect. Oltre a Google e ScanScaut c’è da tenere sott’occhio anche Adapt.tv, altra newborn che si inserisce nel coro.
Più indietro, decisamente più indietro, è invece il versante dell’advertising su materiale scaricato. Anche qui la popolazione di aziende e progetti attivi è piuttosto vasta. Abbiamo già visto Hiro Media, c’è poi YuMe (che ho sentito in questi giorni), Media Defender e Skyrider. Tutti piuttosto in alto mare, fondamentalmente perché non si è riusciti ancora a svincolare la pubblicità nei download da un client proprietario. Solo con un client si ottiene l’effetto combinato di personalizzazione, aggregazione e tracciabilità sperato.
C’è da dire che per questo secondo versante, quello dell’adv nei download, c’è un margine di tempo più ampio. E’ la redditività del materiale video online da ricercare per il momento, il resto seguirà quasi naturalmente.











