Internet e Italiani: il 60% non lo usa, ma chi inizia non smette più.

Dal secondo sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli per conto di FERPI lo scorso 23 giugno emergono due dati importanti: solo il 40% degli usa Internet. La maggior parte di quelli che non ne fanno utilizzo hanno superato la mezza età e possiedono un titolo di studio medio-basso.

Comunque il 61% del campione preso in esame dichiara che la propria vita è migliorata grazie agli strumenti di digitale.

Un risultato particolarmente interessante che si innesta con la messa on line del nuovo sito di FERPI realizzato sotto la guida di Simona Battistella, delegato New Media dell’Associazione: un portale di completamente rinnovato sia nella grafica che nella struttura e tipologia dei contenuti; uno strumento di presentazione dell’Associazione e delle sue attività ma anche un social network di settore riservato ai membri dell’organizzazione, con l’obiettivo di fornire una rete di contatti, di scambio delle conoscenze e, non ultima, di per il mondo delle pubbliche relazioni.

Gianluca Comin, Presidente FERPI, commenta: “Il social network e gli altri strumenti che consentono l’interazione fra organizzazioni e stakeholders rappresentano non solo il futuro della , ma un’esigenza immediata che aziende e amministrazioni devono coprire.

Blog, chat, piattaforme per il social e il giornalismo partecipativo sono già realtà più che radicate principalmente all’estero, come mostra il sondaggio. Se solo un Italiano su cinque conversa on line con le aziende, c’è spazio per crescere e proprio per questo il nuovo sito FERPI mette il social network al centro dell’interazione con i soci, per offrire ai professionisti della i più recenti strumenti della Rete.”

La Rete è la relazione del futuro. E del presente, ma in maniera ancora disomogenea nei contenuti e nella “frequentazione”. Il rilevamento FERPI – Istituto Piepoli ha analizzato il rapporto fra e web, quello che cercano sulla Rete e la loro propensione a diventare internauti come in molti Paesi stranieri.

Dal sondaggio emerge che la mail è di gran lunga il medium on line più utilizzato nella vita privata (66% del campione), seguito dai giornali web (29%) e dall’instant messaging (27%). Valori simili si riscontrano anche per quanto riguarda l’ambito lavorativo, mentre rimangono piuttosto indietro media prettamente aziendali come le Intranet (11%) e comunicati stampa corporate (5%).

Interessante la tipologia di informazione”navigata”: cronaca, attualità e sport (36%), libri, film e musica (33%), viaggi (30%), vacanze e turismo (27%). E a seguire, politica, servizi, economia e spettacolo.

Oltre a strumenti e contenuti, il sondaggio ha indagato sul valore relazionale assegnato al web. I rapporti con le aziende e le organizzazioni migliorano quando sono mediati dalla Rete, come dichiara il 64% del campione intervistato, nonostante le comunicazioni rimangano prevalentemente strumentali, circoscritte al reperimento delle informazioni e alle transazioni commerciali.

Sono infatti ancora pochi gli (solo il 18% degli intervistati, prevalentemente uomini con un’età superiore ai 25 anni e con un titolo di studio superiore) che utilizzano il web per conversare con le aziende, esprimere opinioni, dare impressioni a imprese, giornali o istituzioni.

Il campione intervistato si è espresso anche sul nuovo tipo di linguaggio introdotto da Internet. Se la maggioranza (62%) lo considera il linguaggio del futuro, e dunque un arricchimento, secondo una buona fetta (30%) la sul web ha portato un impoverimento della lingua italiana, ovvero un livellamento verso il basso.

Il messaggio è chiaro: per chi ha scoperto la Rete la on line funge da catalizzatore delle relazioni, sia personali che strumentali. Uno strumento capace di espandere la socialità dell’utente, facilitare i rapporti di lavoro, creare legami.

WebMasterPoint.org - Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.0 Generic

Articoli Correlati