Manuale Motori di Ricerca: Il pagerank (Seconda Parte)

a cura di Federico Riva

Federico Riva (Aprile 1973) è laureato all’Università degli Studi di Milano in filosofia e lavora nel campo dei sin dal 1999.

Attualmente Federico Riva gestisce uno dei maggiori siti di successo nel web italiano (www.webmarketingstrategico.com) e un blog di web (www.soupmarketing.com).

Federico Riva svolge attività di web marketer per varie aziende internet e pubblica articoli di web sui principali portali italiani di settore.

Abbiamo detto che non tutti i link hanno lo stesso peso; ma che cosa ne determina il peso? I fattori, come sempre quando parliamo di algoritmi di , sono molteplici.

1) pagerank del sito linkante
2) diluizione del pagerank proporzionato ai link in uscita (outbound link) dal sito linkante
3) attinenza dei contenuti del sito linkante con i contenuti del sito linkato
4) nome del link

Il primo punto è chiaramente di grande importanza; un inbound link di un sito acquista importanza in ragione del pagerank della pagina da cui proviene; se il sito linkante ha PR=0, possiamo stare certi che non avrà alcun influsso positivo sul posizionamento del sito linkato; se invece il sito ha un pagerank alto, è probabile che il suo influsso sarà importante; diciamo “probabile” semplicemente perché il pagerank di un sito può essere ‘diluito’ dalla contemporanea presenza di altri link in uscita.

Per semplificare le cose, potremmo dire che una pagina a PR=5 che conta 5 link in uscita (da non confondere con gli internal links) distribuisce per ogni link il valore di 5/5, quindi di 1. L’esempio non è molto corretto perché potrebbe sembrare che essere linkati da un sito che ha PR=1 e un solo link in uscita sia la stessa cosa che essere linkati a una pagina a PR=5 e 5 link in uscita. Non è affatto così; una pagina a PR=1 è completamente ininfluente, mentre una pagina a PR=5 (anche se conta decine di link) dà un grosso contributo al miglioramento del pagerank della pagina linkata. Il motivo è semplice, la divisione che abbiamo succitato non è corretta; serve solo a dare un’idea; nessuno sa infatti con certezza quale sia il rapporto fra link in uscita e PR di una pagina (per quanto riguarda la diluizione).

Finora abbiamo fatto un discorso semplicemente ‘quantitativo’; ma il valore di un link è anche qualitativo; se chiedete a qualsiasi SEO di una certa esperienza se un link da una pagina con PR=5 (e – poniamo – lo stesso numero di inbound link) con un un contenuto attinente col sito linkato sia equivalente a un link da una pagina dello stesso pagerank, ma di contenuto differente, probabilmente vi dirà che non è così; vi dirà che un link da una pagina da un sito ‘attinente’ o ‘correlato’ ha molto più valore (a parità degli altri parametri).

A nostro parere questo è un ‘rumor’ diffuso ad arte soprattutto dal personale dei (soprattutto di ) per cercare di evitare un commercio ‘deregolamentato’ di link. Di fatto, con l’attuale struttura dei (che ‘funzionano’ lessicalmente e non semanticamente), è impossibile per un search engine sapere se due siti condividono il medesimo argomento (anche se la tecnologia AdSense potrebbe dimostrare proprio il contrario); l’argomento è infatti un ‘significato’ o un insieme di significati e ad oggi nessun motore di ricerca (nemmeno ) è in grado di andare oltre il significante, ovverosia oltre la keyword o keyphrase cercata nella query.

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