Google e monopolio pubblicità online sui motori di ricerca: intervento Antitrust in USA?
SourceTool è un motore di ricerca verticale dedicato al mondo B2B, che offre una directory di risorse per il business e la possibilità per gli imprenditori di inserire gratuitamente la propria azienda all’interno dei risultati del search engine. SourceTool è controllato da Trade Comet, una piccola compagnia statunitense specializzata nello sviluppo di tecnologie e siti web dedicati all’utenza business.
Per incrementare le visite a SourceTool, Trade Comet si è servita di Google AdWords, il sistema promozionale di BigG che consente di veicolare il traffico sulle pagine indicate dagli annunci. E proprio Google è stata chiamata a rispondere in tribunale di una presunta violazione dei termini dell’accordo stretto con Trade Comet per usufruire del servizio AdWords. Secondo la piccola società con sede a New York, Google avrebbe moltiplicato improvvisamente il prezzo delle inserzioni del 10.000%, ovvero da 5 centesimi di dollari a 5 dollari per ogni singolo click, costringendo Trade Comet a sborsare cifre esose per sostenere il sistema promozionale. Secondo l’azienda accusatrice, Google si sarebbe attivata in tal senso per scongiurare il pericolo di una crescita troppo ampia di SourceTool, che stava registrando un aumento dell’utenza e, quindi, poteva preoccupare BigG, leader dell’advertising on line.
Google respinge le accuse, sostenendo di aver operato secondo la normativa antitrust e che sarebbe, tra l’altro, controproducente adottare una scelta di questo tipo, visto che la concorrenza nel settore è alta e la scelta molto ampia. Sarebbe insensato cioè, rendere difficile la vita di un proprio cliente. Tuttavia, Trade Comet è convinta della proprie ragioni e ha spiegato che si è trovata costretta a sospendere le inserzioni perché per SourceTool era arrivata a spendere fino a 500 mila dollari al mese. Promuovere la propria attività su Google, quindi, era diventato insostenibile. Il risultato? SourceTool ha subito un crollo di utenti pari al 90% circa.
Ora una corte di New York è stata chiamata a giudicare l’operato di Google, che potrebbe anche subire un’inchiesta da parte dell’Antitrust statunitense. Come ricorda Webnews Business, inoltre, Google è da tempo sotto osservazione per le ripetute accuse di detenere un monopolio di fatto nell’ambito della pubblicità on line, e sembra che anche Christine A. Varney, Assistant Attorney General dell’Antitrust USA all’interno del Dipartimento di Giustizia, nominata da Barack Obama, abbia manifestato preoccupazione per lo scenario dell’advertising on line.
Autore: Andrea Galassi













