Web-Marketing – Motori di Ricerca: Google lancia il suo servizio per la ricerca di prodotti da acquistare on-line
a cura di i-dome.com
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Come già raccontato precedentemente, Google è il principe negli “e-commerce referrals” tra i quattro motori di ricerca più utilizzati dai navigatori internet per cercare i prodotti che si ha intenzione di acquistare.
Questa posizione ha portato Google – in tempi velocissimi – a lanciare un nuovo servizio: FROOGLE.
In fase di Beta testing, non vanta ancora tutte i servizi aggiuntivi che offrono altre meta-shopping directories, quali recensioni, prezzi comparativi, giudizio degli acquirenti; ma non è da escludere che nella fase finale non vi sia qualche prezioso servizio a valore aggiunto. Sebbene non sia nello stile di Google.
Sta di fatto che questo nuovo servizio sembra far paura a chi sul mercato on-line fa da tempo questo lavoro.
L’indiscussa leadership di Google ha già rivoluzionato il mercato dell’informazione e della ricerca di contenuti e potrebbe farlo anche nella nicchia dell’”e-commerce info retriving“.
C’e’ chi ha già commentato la notizia, cercando si minimizzare le capacità di Google di penetrare anche in questo settore, come DealTime – “Compare products, Prices and Sores”.
Ma l’elemento che distinguerà Froogle dagli altri meta-portali comparativi risiede nella gratuità del servizio per gli e-shop che desiderano comparire all’interno del nuovo servizio: viene affermato nelle medesime FAQ di Froogle: “Zip. Zero. Nada. Zilch. Nothing. Inclusion in Froogle is absolutely free“.
Addirittura Froogle, diversamente dalla politica e dai tempi che Google adotta per l’indicizzazione di un sito esterno (ci vogliono anche settimane), invita i negozi on-line a segnalare anche quotidianamente eventuali offerte, promozioni o nuovi prodotti.
Voci di corridoio affermano che la strategia nel lanciare Froogle da parte di Google tende a realizzare due obiettivi:
- incrementare gli introiti del proprio network pubblicitario AdWorld (inserzioni pubblicitarie per parola chiave)
- migliorare l’appetibilità delle proprie azioni nel momento in cui Google si quoterà sul NASDAQ.
Google deve però cominciare a prestare attenzione al fatto che queste sue tendenza espansive non vadano a ledere il proprio modello di business originario: quello di vendere i propri servizi di motore di ricerca ai Big, come Yahoo, AOL ead altri.
Un’espansione troppo aggressiva ed efficacie potrebbe dar fastidio ai suoi primi e importanti clienti.
Luca De Nardo













