Web TV un fallimento? Joost quasi chiude e le altre non stanno meglio.

In Rete si moltiplicano le analisi sull’attuale stato della Web TV. A dare il la ai report e alle opinioni sono stati il cambio di strategia annunciato dagli amministratori di Joost e la crisi che ha investito la Web TV ideata dai fondatori di Skype, colpita duramente dal crollo dei prezzi dell’advertising on line.

Joost ambiva a un ruolo di primo piano, ma ora è costretta a cambiare rotta: non fornirà solamente on line, ma diventerà un white-label hosting service, ovvero offrirà supporto alle aziende che vogliono diffondere on line, mettendo a disposizione le proprie tecnologie per la creazione di portali . Un cambio di strategia che arriva insieme all’abbandono della carica di CEO da parte di Mike Volpi, sostituito da Matt Zelesko.

Se Joost è in crisi, le altre Web TV non stanno tanto meglio. Il crollo dei prezzi dell’advertising on line vale per tutti. Non è un caso che anche incontri difficoltà a monetizzare l’enorme bacino di utenza di YouTube e stia cercando soluzioni che portino finalmente profitti a Mountain View.

Un po’ diverso, invece, il caso di Hulu, il portale che offre un catalogo di contenuti di prima qualità, in grado di attirare sempre più utenti (ma solo dagli USA, visto che non gli utenti di altre parti del mondo non sono abilitati a fruirne). Gli osservatori sottolineano che Hulu si regge grazie agli accordi con le major, che potrebbero decidere di far pagare i contenuti distribuiti gratuitamente sulla piattaforma e di non accontentarsi dei proventi pubblicitari. La difficoltà a monetizzare, infine, interessa anche Babelgum, la web TV ideata da Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb.

Autore: Arianna Bernardini

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